Il gusto retrò di scattare in analogico | La busta

Il gusto retrò di scattare in analogico

Il gusto retrò di scattare in analogico

Era il 4 Aprile quando ho comprato il rotolino per la macchina fotografica analogica di mio nonno.

Sono passati 79 giorni e finalmente posso vedere il risultato dei miei 12 scatti.

Ha proprio un sapore diverso fotografare in analogico, solo 12 scatti, nessuna visualizzazione immediata.

L’attesa la fa da padrona, 79 giorni  per 12 foto, in mondo frenetico come quello di oggi sarebbe davvero impensabile.

Un numero così esiguo di immagini si scattano in poco più di 10 minuti, una raffica di foto che andrà a riempire l’ archivio fotografico del nostro cellulare (mentre vi scrivo sono a 1.305 foto nel mio Iphone).

Scattando con la macchina fotografica di mio nonno ho riscoperto il piacere del tempo , 2 mesi o poco più per  gli scatti, e una settimana per la consegna delle foto.

Alcuni gesti li avevo quasi dimenticati, andare al negozio , farsi dare il famigerato tagliandino… tornarci dopo una settimana  pieno di speranze e dubbi che le tue foto siano venute bene.

Osando un’ analogia con la musica è come ascoltare un disco in vinile ed una playlist in mp3.

Così come l’ inquadratura anche la scelta della musica è più ponderata, avere qualcosa di tangibile in mano da poter accarezzare e infine il risultato… Il fascino della grana e la croccantezza del  fruscio del vinile.

il tempo si dilata, ha un sapore diverso… Dalla quotidianità del digitale, mi concedo un giorno di analogico.

Oggi è uno di questi.

gif-animata

Il risultato: 1 foto non è venuta, 1 doppia esposizione (mi ero scordato di far scorrere la pellicola così ho scattato due volte sullo stesso fotogramma), 2 fuori fuoco ( i soggetti erano troppo vicino per l’ iperfocale impostata) e 1 sottoesposta.

Direi che come primo tentativo non è andato così male.

 

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